Il calcio come linguaggio universale: il trionfo dell’inclusione tra ALA Football e U.S.D. Sant’Elena

Dalla stretta di mano in campo alla promessa di una collaborazione duratura: il dialogo tra ALA e U.S.D. Sant’Elena per far crescere i campioni dell’inclusione.

di Nicoletta Bortolozzo

Domenica 19 aprile, il campo di Cendon non ha visto soltanto una partita di calcio. Ha ospitato una lezione di vita, una dimostrazione di come lo sport, quando inteso nel suo senso più puro, sia il linguaggio più potente per abbattere ogni barriera. L’amichevole tra ALA Football e i giovani atleti dell’U.S.D. Sant’Elena è stata molto più di un semplice incontro sportivo: è stata un’esperienza di profonda condivisione.

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Oltre il risultato, la vittoria della socialità

Per i ragazzi di ALA Autismo e per i piccoli calciatori del Sant’Elena (classe 5ª elementare), il tabellone dei gol è rimasto in secondo piano. L’obiettivo, pienamente raggiunto, era quello di far scoprire ai giovanissimi la realtà dell’autismo non attraverso le parole, ma attraverso il gioco, il contatto e l’interazione diretta.

La partita si è articolata in quattro tempi da 15 minuti, un formato studiato per dare spazio al ritmo e alla conoscenza reciproca. Ma è stato nel quarto tempo che la magia ha preso vita: le formazioni si sono mescolate, i ragazzi di ALA e i piccoli del Sant’Elena hanno giocato insieme, fianco a fianco, trasformando l’avversario in compagno di squadra. Un momento di pura inclusione che ha trasformato il campo in un luogo in cui le differenze non solo si azzerano, ma diventano una risorsa arricchente per tutti.

Il filo diretto tra i due mister: un patto per il futuro

Dietro il successo della giornata di Cendon non c’è stata solo l’organizzazione logistica, ma una profonda comunione d’intenti tra chi il campo lo vive ogni giorno. Abbiamo raccolto le riflessioni di Claudio Scattolin, allenatore di ALA Football, e Denis Lorenzo, responsabile del settore giovanile dell’U.S.D. Sant’Elena, in quello che è diventato un vero e proprio “manifesto” per lo sport inclusivo.

Qual è stata la sensazione più forte nel vedere i ragazzi di ALA e i bambini del Sant’Elena insieme in campo?

Claudio Scattolin: “È stata un’emozione difficile da descrivere a parole. Vedere i piccoli calciatori del Sant’Elena e i nostri ragazzi stringersi la mano in campo è stata, senza dubbio, la vittoria più grande di questa partita. Non contavano i gol, ma quel gesto spontaneo di rispetto e amicizia.”

Denis Lorenzo: “Concordo pienamente. Per noi la mattinata di domenica è stata semplicemente meravigliosa. Lo sport ha una forza incredibile e noi, come società, abbiamo il dovere di abbattere le barriere e dare a tutti, indistintamente, l’opportunità del confronto.”

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Cosa significa oggi parlare di “inclusione” nel calcio giovanile?

Claudio Scattolin: “Significa dimostrare che, con il giusto spirito di squadra, ogni barriera può essere superata. Questa è la vera bellezza dell’inclusione: non è solo un concetto teorico, ma qualcosa che si concretizza quando un bambino di quinta elementare e un ragazzo con autismo corrono dietro allo stesso pallone.”

Denis Lorenzo: “Occasioni come questa ne sono la dimostrazione pratica. Lo sport è il linguaggio più bello del mondo perché permette di conoscersi al di là delle etichette. È un’esperienza che arricchisce i nostri piccoli atleti molto più di un normale allenamento tattico.”

Questo evento è stato un punto di arrivo o un punto di partenza?

Claudio Scattolin: “Per noi è un punto di partenza fondamentale. Volevo ringraziare sinceramente Denis e tutta la società del Sant’Elena, dal Presidente agli allenatori, fino a chi si è occupato della logistica, per averci dato la possibilità di farci conoscere e per aver accolto la realtà dell’autismo con tanta passione.”

Denis Lorenzo: “È sicuramente l’inizio di un percorso. Contraccambio i ringraziamenti a nome dell’U.S.D. Sant’Elena e chiudo con un augurio: che la prossima stagione possa essere un’ulteriore opportunità per rafforzare questa collaborazione. Vogliamo portare avanti insieme il tema dell’inclusione, anno dopo anno.”

Il messaggio è chiaro: quando si gioca per lo stesso obiettivo, il risultato sul tabellone non conta. Conta solo il patto stretto tra questi due mister e la promessa di tornare presto in campo, insieme.

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Un ringraziamento speciale

Un grazie di cuore va a tutti coloro che hanno reso possibile questa giornata: dal Presidente dell’U.S.D. Sant’Elena agli allenatori, fino a chi si è occupato dell’organizzazione logistica, mettendoci passione e impegno.

Domenica scorsa, a Cendon, abbiamo scritto una pagina bellissima di sport. Siamo certi che questo sia solo l’inizio di un percorso comune, fatto di rispetto, gioco e, soprattutto, di inclusione vera.

Perché in campo, come nella vita, le partite più belle sono quelle che si vincono insieme.

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