Il progetto di Sara Tisci trasforma la scrittura in un gesto di esistenza. Un viaggio tra calligrafia classica e moderna che ha unito i ragazzi di ALA Autismo APS e gli studenti dell’Istituto Da Vinci.
di Nicoletta Bortolozzo
Esiste un punto invisibile dove la forma di una lettera incontra l’anima di chi la disegna. È in questo spazio che si è sviluppato “Lettering – il principio di un’idea scritta”, il laboratorio ideato da Sara Tisci (fondatrice di Girolento) per Ala-lab, lo spazio creativo di ALA Autismo APS. Un’esperienza nata dalla visione di Betty e Mirna, le maestre che da otto anni accompagnano i ragazzi dell’associazione nel mondo del fare e dell’inclusione possibile.
Alla ricerca del proprio “Carattere”
Il progetto si è posto un obiettivo ambizioso: non solo insegnare una tecnica, ma creare un font personalizzato partendo da zero, capace di rappresentare l’essenza dei ragazzi e l’identità dell’associazione stessa.
“Mi porto a casa la fiducia nel gesto e la sua importanza intrinseca: io esisto perché traccio,” racconta Sara Tisci. “È stato un viaggio alla ricerca del punto in cui carattere tipografico e personalità si incontrano”.
Il percorso ha vissuto un momento di straordinaria partecipazione grazie al coinvolgimento degli alunni e delle alunne dell’Istituto Da Vinci, che hanno condiviso con i ragazzi di ALA tre lezioni intense tra i banchi del laboratorio.
Il viaggio didattico: dalla “O” al pennino
Il laboratorio è stato una vera e propria “bottega d’arte” dove la teoria calligrafica è diventata pratica manuale:
La forma radicale: Il viaggio è iniziato dalla lettera “O”, madre della “famiglia delle pance”. Sara ha introdotto il Ductus, ovvero la sequenza e direzione corretta dei tratti necessari per comporre le lettere.
La disciplina delle righe: I partecipanti hanno imparato a muoversi tra le false righe (linee di base, mediana, ascendente e discendente) per ottenere un’altezza costante e armoniosa del testo.
Sperimentazione e Pressione: Dalle doppie matite si è passati a strumenti antichi come la piuma d’oca, che ha permesso di scoprire come la pressione della mano influenzi lo spessore del segno.
Il Pennino di Metallo: Nell’ultima lezione, il pennino di metallo e l’alfabeto italico sono stati i protagonisti. In un clima di silenzio e concentrazione, i ragazzi hanno sperimentato la “libertà disciplinata”: conoscere le regole per poi poterle rompere con creatività.
Oltre il segno: le persone
L’articolo di questa esperienza non si scrive solo con l’inchiostro, ma con i legami creati. Resta la “mano fine” di Jiulia, la dolcezza di Andrea, l’abbraccio di Davide e la forza di Livia. Restano soprattutto le parole di Silvio: “Sei stata una brava maestra”, un riconoscimento nato dalla capacità di Sara di entrare nel loro mondo chiedendo sempre “posso?” e “permesso”.
Il corso si è concluso con la lettura di alcuni passi da “La Calligrafia del cuore” di Ewan Clayton. Tra una “i” messa a posto e un pennino bagnato di inchiostro, i ragazzi di ALA hanno dimostrato che l’intelligenza supera ogni confine ordinario quando le viene dato lo strumento giusto per esprimersi.
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